Tratto da "La STAMPA"
23/10/2006
ROMA. Continuano a calare le iscrizioni universitarie: nell'anno accademico 2005/06 LE DONNE SUPERANO GLI UOMINI Sono più le ragazze dei ragazzi a iscriversi all'università dopo il diploma di scuola superiore (81% contro 67%). Su 100 immatricolati, le ragazze sono 56, mentre i ragazzi soltanto 44. La presenza femminile è particolarmente alta soprattutto nei gruppi di insegnamento linguistico e psicologico. Gli uomini, invece prevalgono in ingegneria e scientifico. ABBANDONI E I FUORI CORSO Un giovane su cinque non rinnova l'iscrizione al secondo anno, mentre circa il 40% degli studenti è fuori corso, e il 64% dei 289.155 laureati (in corsi di laurea triennali, tradizionali e a ciclo unico) conclude gli studi fuori corso. In particolare - scrive l'Istat -, tra gli studenti che hanno concluso una laurea triennale si registra un'alta quota di laureati in corso (58,8%), mentre tra coloro che hanno terminato un corso di laurea lungo appena il 15,3% si è laureato nei tempi previsti. Nel periodo immediatamente successivo alla conclusione degli studi, la differenza nei tassi di disoccupazione tra i laureati e i diplomati di scuola secondaria superiore indica un leggerissimo vantaggio per i diplomati (lavora il 21,9% contro il 21,1% dei laureati). Tuttavia, la situazione nel secondo quinquennio dopo il conseguimento del titolo di studio cambia: per i laureati 30-34enni la disoccupazione scende all'8,7%, mentre tra i diplomati di 25-29 anni si attesta al 10,7%. RIFORMA UNIVERSITARIA Nel 2004, a tre anni dall'introduzione della riforma, il 36% dei laureati nel 2001 risponde di non essere a conoscenza delle trasformazioni introdotte nell'offerta formativa. Tra quanti invece hanno affermato di conoscere la riforma universitaria è nettamente prevalente l'opinione che il nuovo sistema peggiorerà la preparazione culturale complessiva dei laureati (62,4%) e la qualità dell'offerta formativa (54,1%). È invece decisamente consistente la quota di quanti pensano che si ridurrà il fenomeno degli abbandoni (72,5%) e dei fuori corso (64,9%). Per il 45,4% la capacità dell'università di formare figure professionali adeguate al mercato del lavoro migliorerà, anche se è tutt'altro che irrilevante la percentuale di quanti pensano che peggiorerà (29,4%) o che resterà invariata (25,2%). |

